Tutto quello che devi sapere sui Bot con rendimento negativo!

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Bot con Rendimento Negativo

Finalmente una “guida” per comprendere ciò che si “nasconde” dietro i rendimenti negativi dei bot!

Il 29 Marzo 2016 sono stati collocati sul mercato tutti i bot semestrali offerti dal ministero dell’economia e delle finanze per un ammontare complessivo di circa 6 miliardi di euro!
La domanda è stata decisamente superiore all’offerta!  Si stima che siano arrivate richieste pari a circa 10 miliardi di euro! L’eccesso di richieste ha avuto come naturale conseguenza la determinazione in fase d’asta di un rendimento lordo negativo pari a -0,05%.

Il rendimento negativo dei bot ti sconvolge?!

In realtà non è la prima volta che l’asta dei bot chiude con un rendimenti negativi! Anche lo scorso semestre il rendimento di questi titoli di Stato è stato negativo. Anzi ti dirò di più, con l’asta del 29 marzo i rendimenti sono peggiorati! Nel precedente semestre il rendimento è stato del -0,042% contro l’attuale –0,05%.

Cosa significa tutto questo?

Semplice! Che chi investe in Bot (semestrali) a scadenza riceve meno di quanto ha prestato. Si hai capito bene! Devi pagare lo Stato affinché prenda a prestito i tuoi soldi!

Ti sembra strano tutto questo?

Ti assicuro che alla fine di questo articolo ti sarò tutto più chiaro!

Da cosa dipendono i tassi negativi dei Bot?

Il rendimento di un titolo di Stato, probabilmente lo hai già appreso all’inizio dell’articolo, è determinato dalla forza della domanda e dell’offerta, un po’ come accade per qualsiasi bene/servizio oggetto di scambio. Nel caso specifico Il tasso negativo dei Bot dipende quindi da un “eccesso” di richiesta rispetto a quanto offerto dallo Stato!

Adesso ti starai giustamente chiedendo chi ha vantaggio a sottoscrivere Bot a tassi negativi?

La Bce intraprende politiche monetarie per mezzo della definizione di diversi tassi d’interesse. Tra i vari tassi definiscedraghi periodicamente anche il tasso di deposito. Ovvero il rendimento che spetta alle Banche che depositano le somme presso la BCE.
Nell’ottica di uno stimolo all’economia reale, a partire dal 16 marzo 2016 l’attuale tasso di deposito è pari a -0,4%. Ciò significa che le banche devono pagare per lasciare il denaro depositato presso la Banca centrale.
Come puoi ben immaginare l’idea di fondo è che dinanzi ad una condizione del genere le banche commerciali invece di lasciare il denaro “parcheggiato” presso la BCE lo utilizzino per finanziarie famiglie ed imprese!
In realtà l’attuale situazione economica è percepita ancora come rischiosa ed instabile per cui le banche pur di non prestare soldi alle famiglie ed imprese preferiscono utilizzare il denaro per acquistare titoli di Stato come i Bot.
Facendo due conti investire in Bot a rendimenti negativi, alle banche costa meno che depositare i soldi presso la BCE.
Se confronti gli attuali rendimenti dei Bot (-0,05%) con i tassi sui depositi (-0,40%) noterai che le banche in questo modo riducono di molto i costi per mantenere a “sicuro” i propri capitali!
Le banche commerciali non sono le uniche ad investire in bot con interessi negativi. Anche molti investitori istituzionali adottano questa “strategia”. A questi si affiancano con percentuali sempre più significative anche investitori privati che con introduzione delle nuove norme sul salvataggio interno – bail in – non si “fidano” più delle banche e preferiscono mettere al “sicuro” il proprio denaro anche “pagando”. Ma lo Stato è veramente sicuro?

Rendimenti negativi sui Bot e investimenti sicuri: che relazione c’è?

Prima di lasciarti vorrei che leggessi questa importante riflessione. In questo articolo la parla “rendimenti negativi sui Bot” è stata più volte accostata al concetto di “investimento sicuro”.

Ma lo Stato Italiano può essere considerato sicuro?

In effetti stando anche a quanto detto da Draghi qualche mese fa, i titoli di Stato non possono essere considerati “free risk” e quindi sicuri. Al di là delle parole del frist man della BCE, in passato chi ha investito in titoli di Stato Greci, giusto per rimanere in Europa, lo ha sperimentato sulla propria pelle!

Lo Stato Italiano più che dare una garanzia al 100% sul capitale investito deve essere considerato più opportunamente come la forma di investimento “meno peggiore” al momento disponibile!

È fondamentale quindi che tu capisca che gli attuali rendimenti negativi sui Bot sono indotti da una serie di circostanze quali:

  • Mancata erogazione del credito da parte delle banche verso imprese e famiglie;
  • Crisi ancora in atto: le banche scelgono come forma d’investimento il “male minore”. In presenza di tassi sui depositi negativi investono in titoli di Stato facendone aumentare i costi che risultano comunque inferiori al costo del deposito presso la BCE
  • Entrata in vigore delle norme sul bail in che spinge investitori istituzionali ed anche privati a non lasciare “troppa” liquidità presso le banche!

Sulla base di queste osservazioni se “domani” i rendimenti sui Bot risultassero nuovamente positivi il motivo principale non sarebbe un aumento del rischio paese, bensì una ripresa economica in atto che spingerebbe le banche, investitori istituzionali e privati a cercare nuove opportunità d’investimento con conseguente crollo della richiesta di Bot!
Come puoi vedere l’intervento della BCE con politiche monetarie espansive molto aggressive come il rendimento negativo sui depositi presso la BCE, l’introduzione della norme sul bail in hanno “alterato” la relazione inversa che da sempre caratterizza il rapporto tra rendimento e rischio. Ricorda quindi che un tasso negativo sui Bot allo stato attuale non è sinonimo di investimento privo di rischio!

Oggi più di ieri è importante avere un’adeguata conoscenza finanziaria! 

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2 Commenti
  1. Marco dice

    Ciao Vincenzo,
    non mi è chiara una cosa: le banche sono obbligate a depositare i soldi presso la BCE? Cioè, perchè le banche non tengono i soldi nel cassetto allo 0%? Sempre meglio del -0.4% della BCE e del -0.05% dei bot.
    Grazie

    1. Vincenzo Migliaccio dice

      Ciao Marco,
      Le banche sono intermediari. E detenere denaro sui propri conti è un controsenso. Non possono detenere troppa liquidità. Anche perchè la BCE presta loro denaro che deve essere a sua volta investito. Dovendo scegliere a chi prestare denaro, come scritto nell’articolo, lo danno a chi ritengono che sia più sicuro!
      C’è da aggiungere che con l’entrata in vigore delle norme sul salvataggio interno che spingono le banche a migliorare la propria solidità, le stesse sono disincentivate a prestare soldi a famiglie ed imprese in quanto una scelta del genere minerebbe la stabilità dei conti delle banche! Meglio investire in titoli di Stato in quanto ritenuto più credibile!
      Si è creato un circolo vizioso ancora una volta a svantaggio delle imprese e famiglie!
      a presto,
      Vincenzo

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