Come Scegliere il Miglior Broker Finanziario

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Scegliere un broker finanziario è indispensabile per poter operare sui mercati, sia facendo trading sia investendo per il lungo periodo. L’offerta è enorme e molti intermediari che si propongono non sono nemmeno residenti in Italia.

Come fare allora a trovare quello più adatto alle nostre esigenze? Come individuare l’intermediario più affidabile con il quale lavorare?

Che cosa fa un broker finanziario

Il broker finanziario, che non va confuso con il consulente finanziario che opera con diverse società di gestione di fondi, ti permette di operare sui mercati.

Chiunque voglia comprare o vendere un “titolo” sia esso un’obbligazione, un’azione o un certificato, deve fare arrivare il proprio ordine in borsa. Questa operazione non può essere fatta direttamente ma solo attraverso un intermediario.

A fronte del servizio reso, il broker in cassa una commissione ma non è mai la controparte dei tuoi ordini. Se lo fa esso diventa un dealer e la cosa si complica, perché potrebbe applicare costi nascosti proponendoti prezzi di vendita troppo alti e di acquisto troppo bassi.

Come Scegliere un Broker Finanziario

Posto che un broker in senso stretto fa solo da intermediario sui mercati, ecco alcuni criteri utili per scegliere l’intermediario più adatto alle tue personali esigenze.

Affidati solo ad operatori italiani

Se scegli un intermediario estero corri il rischio di subire delle perdite qualora le cose andassero male. Molti di essi, soprattutto quelli che operano sul Forex, non sono nemmeno autorizzati ad operare in Italia da Consob e Bankitalia.

Molti di essi sono degli operatori ombra che spariscono bruciando i soldi dei clienti. La scelta di appoggiarsi ad operatori italiani è senza dubbio la più saggia.

Banca o SIM?

Gli operatori autorizzati a fare da briker sono le banche o le Società di Intermediazione Mobiliare (SIM). Inutile dirti che le prime sono più sicure delle seconde.

Il rischio non sta nella possibilità di perdere i titoli comprati, che sono “appoggiati” presso l’intermediario ma restano di tua proprietà. Il pericolo riguarda i soldi che hai liquidi sul conto. Essi sono un credito verso l’intermediario e potranno andare perduti se questo fallisce e non ci sono forme di garanzia come avviene con le banche attraverso il Fondo Interbancario.

Se vuoi affidarti ad una SIM verifica che sia sul mercato da almeno dieci anni, così da essere sicuro che è sia sopravvissuta alla crisi del 2008. Evita di farti abbagliare da offerte strepitose e privilegia il nome e la solidità dell’intermediario.

Mercati coperti

Scegli un broker che ti permetta di operare sui mercati che ti interessano. I principali sono:

  • MTA (azioni italiane)
  • ETF Plus (ETF)
  • MOT e TLX (obbligazioni)
  • Sedex (certificati)

A questi dovranno aggiungersi i mercati esteri se intendi, ad esempio, comprare azioni quotate sul NASDAQ o sullo Xetra di Francoforte.

I Costi

Il broker addebita due tipi di costo: una commissione di importo fisso o una in percentuale basata sull’ammontare transato.

Ti ricordo che se non ci sono commissioni espressamente indicate l’intermediario non sta lavorando come broker ma come dealer, ossia è lui che ti vende i titoli che vuoi comprare o che compra quelli che vuoi vendere.

In questo caso conoscere le commissioni è impossibile, perché il prezzo proposto è già comprensivo delle stesse.

La commissione fissa va bene se l’ammontare medio dell’ordine è piuttosto elevato. In questo caso ridurrai l’incidenza percentuale del costo.

La commissione percentuale funziona se l’ammontare è basso. Assicurati, in questo caso, di non avere una commissione minima che sarebbe troppo pesante su cifre piccole. 9 € di costo minimo su 1.000 € di volume rappresenta lo 0,90%, un valore non certo economico.

Laura Desole

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