Coefficiente Beta: Cos’è a Cosa Serve

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L’indice Beta è un indicatore di rischio piuttosto diffuso in ambienti finanziari. Ad esso fa riferimento sia chi cerca delle buone azioni per fare trading, sia chi deve scegliere i fondi comuni in cui investire.

Conoscere i valori di riferimento di questo coefficiente è particolarmente utile, perché ti permetterà di tarare la tua operatività a seconda del momento di mercato (più o meno favorevole).

Cosa Misura il Coefficiente Beta

Il beta è una misura della variabilità relativa di un’azione rispetto al mercato in cui la stessa è quotata. Quando ti domandi che cosa muova il prezzo di un titolo quotato in borsa, la risposta va ricercata in questi due elementi.

Il RISCHIO SPECIFICO (IDIOSINCRATICO)

Ogni azione rappresenta una quota parte del capitale della società. E’ quindi ovvio e naturale attendersi che la qua quotazione rifletta le vicende particolari dell’azienda che rappresenta.

Quando i conti aziendali sono in ordine e gli utili crescono il valore delle azioni aumenterà, perché molti vorranno fare parte di una realtà economica di successo.

Al contrario quando le cose vanno male la quotazione scenderà, perché i risparmiatori ed i trader abbandoneranno l’azienda per cercare opportunità migliori sul mercato finanziario.

Tuttavia l’andamento di un titolo risente in gran parte dell’andamento del mercato in cui lo stesso è quotato. E’ raro vedere rialzi diffusi quando la borsa scende. Al medesimo tempo un rialzo del mercato, magari innescato da ottime notizie economiche o dall’euforia collettiva, farà crescere le quotazioni di tutte le aziende.

Il RISCHIO SISTEMATICO

Il rischio sistematico, misurato dal coefficiente beta, è la variabilità relativa dell’andamento di un’azione rispetto al listino di cui fa parte. Esso esprime una sorta di effetto trascinamento, poiché quando le cose vanno bene le azioni mediamente salgono. Quando i mercati scendono tutto sembra flettere, ma non tutti i titoli si muovono con la stessa forza.

Il Coefficiente Beta in Finanza e nel Trading

Il beta è un indice che può variare tra zero e uno. Difficilmente troverai titoli azionari con beta negativo, perché esso misura la parte di variabilità del titolo legata alle forze di mercato e non è possibile che un’azione continui a scendere se il mercato sale, o viceversa.

Beta Uguale a 1

Un coefficiente beta uguale all’unità significa che il titolo di riferimento si muove in linea con il mercato, senza nessuna amplificazione o de amplificazione dello stesso.

In altri termini, se in un certo giorno o in un determinato lasso di tempo il mercato cresce o scende di una certa percentuale, lo stesso farà la tua azione.

Come giustamente immagini si tratta di un’ipotesi di scuola, perché è molto difficile trovare dei titoli che replichino il mercato. Gli unici a farlo (e non a caso hanno un beta pari all’unità) sono gli ETF, gli Exchange Traded Funds.

Se ti interessa approfondire questo aspetto ti consiglio l’ottimo libro di Giacomo Saver “Entro io e il Mercato Scende“.

Beta Maggiore di 1

Quando l’indice beta supera l’unità significa che il titolo è “aggressivo”. Esso amplificherà i movimenti del sottostante sia in senso positivo sia in senso negativo. Un coefficiente di 1,2 ad esempio, implica che un movimento del mercato dell’1% si tradurrà in una variazione del prezzo del titolo dell’1,20%.

Detto in altri termini il titolo avrà una variabilità pari al 120% rispetto a quella del mercato, sia al rialzo sia al ribasso.

Beta Minore di 1

Quando il beta è inferiore all’unità siamo in presenza di titoli così detti “difensivi”. Essi si muovono riducendo le variazioni del mercato sottostante nella misura del beta stesso.

Un coefficiente pari allo 0,80 ad esempio, indicherà che il titolo catturerà solo l’80% della performance del mercato, guadagnando di meno durante le fasi di rialzo ma perdendo di meno del mercato durante i ribassi.

Il Beta nel Mondo Del Trading (e degli Investimenti)

Chi fa trading farà bene ad orientarsi su titoli ad alto beta. Questo permetterà di amplificare la volatilità del sottostante, consentendo al trader di trarre guadagni grazie alla amplificazione dei movimenti del mercato.

Titoli con un coefficiente superiore all’unità si comportano come se avessero una leva.

Chi investe potrà adottare una strategia di ottimizzazione del beta a seconda della fase che il mercato sta attraversando.

Quando il mercato è improntato al rialzo, la scelta di titoli ad alto beta permetterà di amplificare i guadagni. Durante le fasi di ribasso la selezione di azioni a basso coefficiente beta permetterà di togliere forza al mercato, riducendo le perdite grazie alla de amplificazione del ribasso stesso.

Se scegli di investire in fondi ad alto beta sappi che essi performeranno particolarmente bene durante i rialzi, ma perderanno di valore nelle fasi di ribasso, esponendoti così a rischi maggiori. Fondi con un modesto coefficiente, invece, saranno meno “trainati” dal mercato durante le fasi positive, ma perderanno meno durante le cadute delle quotazioni.

Una scelta intelligente per l’investitore (ma non per il trader) è quella di usare gli ETF con beta pari ad uno. In questo modo la performance del tuo investimento sarà sempre identica a quella del mercato sottostante.

Laura Desole

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