Inflazione e Deflazione: Due Nemici da Combattere
Deflazione ed Inflazione: ecco due batteri in grado di infettare i tuoi investimenti. Ma il rimedio c’è ed è pronto per essere usato.
Chissà quante volte ti sarà capitato di pronunciare il termine “inflazione”, ma sei sicuro di conoscerne l’esatto significato?! Stai sereno.., non voglio annoiarti con “inutili” definizioni e formule. Stai per scoprire come la deflazione e l’inflazione si avvinghiano in un abbraccio mortale per distruggere i tuoi soldi. E come Uscirne.
Eh..sì.! Perchè al di là delle teorie economiche che ruotano attorno a questo concetto, devi sapere che l’inflazione erode i tuoi risparmi.
Tra pochissimo ne comprenderai il motivo.
Inflazione Significato di un Fenomeno dannoso
L’inflazione è l’aumento costante della maggior parte dei prezzi dei beni/servizi offerti in un paese in un dato periodo di tempo.Affinché vi sia inflazione è quindi necessario che l’aumento dei prezzi non abbia carattere di eccezionalità e che coinvolga quanti più beni/servizi possibili.
Quanto più l’aumento dei prezzi è marcato maggiori sono le ripercussioni sul tuo salario, e su quanto hai messo da parte o risparmierai in futuro.
Quante volte hai sentito dire: ”inflazione riduce il potere d’acquisto della moneta’. Ma cosa significa esattamente? E quali ripercussioni avrà sui tuoi risparmi? Lascia che te lo spieghi.
Un aumento del prezzo dei beni/servizi a parità di disponibilità di moneta, ti consente di acquistare meno rispetto a quando accadeva in precedenza.
Se prima con il tuo stipendio da 1,500 euro, riuscivi a comprare (lasciamo estremizzare il discorso, tanto la sostanza non cambia) 375 kg di pane, perché ogni chilo costava 4 euro, oggi, se il prezzo sale a 5 euro, ne compri solo 300!
Con il termine “riduzione del potere d’acquisto”, quindi, si vuole semplicemente indicare il minor numero di beni/servizi che a parità di disponibilità finanziaria ora è possibile acquistare.
Dato l’effetto negativo dell’inflazione sul reddito, e considerato che, per definizione è un fenomeno che si protrae nel tempo, tu che sei un risparmiatore consapevole non puoi di certo ignorarla e lasciare che eroda inesorabilmente il tuo piccolo gruzzoletto.
Inflazione Italia: la parola alla difesa
Esistono diversi strumenti finanziari per difendersi dal rischio inflazione. Uno di questi rientra nella categoria degli investimenti postali ed è il buono fruttifero indicizzato.
Questo strumento è come se incorporasse un’ “assicurazione” contro il rischio inflazione. Esso garantisce che il tuo capitale sia periodicamente rivalutato al tasso di inflazione corrente.
Prima di lasciarti però è giusto che ti dica che i tuoi risparmi vanno difesi non solo dagli aumenti di prezzo ma anche dalle possibili riduzioni.
Esattamente come per l’aumento, può accadere che i prezzi subiscano una riduzione costante e generalizzata nel tempo. In tal caso siamo dinanzi ad un fenomeno definito deflazione.
La Deflazione: cos’è
Benchè la deflazione non eroda il tuo patrimonio, anzi, agendo in maniera opposta all’inflazione, tende ad aumentarlo, essa è un fenomeno non sempre auspicabile.
Una diminuzione constante dei livelli di prezzo di beni/servizi si registra in concomitanza di prolungati periodi di crisi. Esattamente come sta accadendo per il tuo paese. L’Italia da qualche mese è ufficialmente in deflazione. Forse è sufficiente che ti dica questo per convincerti che la deflazione non è poi così vantaggiosa.
Mentre le origini dell’inflazione dividono da sempre illustri studiosi, le cause della deflazione sembrano riscuotere consenso unanime.
Ciò che determina una riduzione dei prezzi è una crisi prolungata che oltre a potare la disoccupazione su livelli allarmanti, genera un diffuso pessimismo tra i risparmiatori che rimandano gli acquisti sperando di ottenere in futuro prezzi migliori.
Dinanzi a ad una forte contrazione dei consumi le imprese per cercare di vendere quando già realizzato e minimizzare le perdite abbassano ripetutamente i prezzi fino ad “incontrare la domanda”.
Sebbene la deflazione non aggredisca i tuoi risparmi, anzi, per chi ha fortuna di lavorare in periodi di forte crisi, rappresenta nell’immediato anche un vantaggio, è importante che tu sappia cosa fare in periodi come questi.
In presenza di una forte crisi che genera deflazione, l’atteggiamento della banca centrale è orientato verso un taglio drastico del tasso di interesse. Capire questa relazione è fondamentale affinché tu possa fiutare il futuro andamento dei mercati finanziari e non farti cogliere impreparato quando tutto ciò si verificherà.
Il taglio dei tassi di interesse da parte delle banca centrale si ripercuote a cascata su tutti i tassi presenti sul mercato. Ne consegue che gli investimenti, i cui rendimenti sono calcolati a partire da un tasso di interesse, diventano immediatamente poco convenienti. In questo caso dovresti migliorare la tua asset allocation orientandoti maggiormente verso i mercati azionari.
Ti basta tuttavia guardare l’attuale andamento del mercato azionario per capire che il successo dell’operazione non è così scontato. Ma non preoccuparti..ci siamo noi a darti una mano….! ????

5 Commenti
Negli anni '70, quando l'inflazione viene valutata, il prezzo dell'oro è andato alla grande. Il grafico seguente è aggiustato per l'inflazione, su una scala logaritmica e deve anche essere inserito nel contesto della rottura del gold standard nel 1971, che permise al dollaro di fluttuare libero dal metallo prezioso. https://static.wixstatic.com/media/c60dea_036ed1d5d93f407188c89f75fb0f52b3~mv2.png/v1/fill/w_600,h_374,al_c,q_85,usm_0.66_1.00_0.01/rottura%20del%20gold%20standard.webp
Salve! giorni fa mi hanno consigliato un fondo pensione proprio per combattere tali fenomeni e detto da loro la migliore in assoluto di una societa ATLANTICLUX dove come detto da loro i tassi di interesse vengono calcolati ogni 3 mesi dove vanno ad aggiungersi al capitale esistente ed e l’unica societa che fa tale operazione. Cosa ne pensa!Conviene fidarsi di tale societa grazie
salve Daniele, spero che tu non abbia già sottoscritto quel pseudo fondo pensione! Non voglio farti preoccupare eccessivamente,ma da queste “robe” ti consiglio di stare alla larga. Questi prodotti di solito sono “misti”, ovvero affiancano ad un “piano d’accumulo” pensionistico, una polizza sulla vita. A prima vista potrebbe essere anche vantaggioso sottoscrivere un tale prodotto in quanto si possono godere di una serie di vantaggi, come la possibilità di portare a detrazione le quote investite ogni anno. In realtà basta andare a leggere un pò le informazioni contrattuali per capire che c’è molto fumo e poco arrosto: – Se decidessi per qualsiasi motivo di uscire dal fondo ad esempio nei primi due anni perderesti tutto il capitale!!! Al 5° anno ti darebbero il 50% della somma investita. E solo dal 6° anno prenderesti tutta la quota capitale!! – i tassi che ti promettono sono solo orientativi. – di solito questi strumenti hanno degli elevati costi digestione riassumibili ( a volte alcuni costi non sono compresi. Definiti costi “occulti”) nel CMPA (costo medio percentuale annuo). Dal foglio informativo “high solution” aggiornato a settembre 2013 emerge che per i primi 5 anni il CMPA ammonta a 18,85% (contratto a 15 anni). Ciò significa che oltre ad erodere tutto il tasso di rendimento si mangia letteralmente anche la quota capitale. Attenzione quindi, non guardate solo il rendimento, ma soprattutto i COSTI PER IL RISCATTO ANTICIPATO, E I CMPA. Basta guardare questi due valori per fuggire a gambe elevate… Pretendete E LEGGETE sempre IL FOGLIO INFORMATIVO… Continua a seguirci..e capirai come investire….
I titoli indicizzati all’inflazione sono un’assicurazione contro il futuro andamento dei prezzi. Oltre ai Buoni Fruttiferi Postali indicizzati di cui si parla nel precedente articolo troviamo anche i BTP Italia e i BTP indicizzati. Nello scenario attuale dove l’inflazione e’ a livelli molto bassi, in Italia si parlava addirittura di una leggera deflazione con il rischio di una spirale negativa per l’economia, ha sempre senso investire in questi strumenti o esistono soluzioni alternative e quali sono le differenze sostanziali tra di loro? Grazie.
ciao geo, il tuo è un valido interrogativo. Purtroppo la risposta richiede una lunga digressione. Cercherò di sintetizzare al massimo cercando di non perdermi la sostanza per strada. Se la legge di (in)stabilità provocasse effettivamente una ripresa, allora investire quote in strumenti indicizzati sarebbe una buona manovra.E’risaputo che espansioni economiche (da leggere come aumenti di occupazione) producono aumenti di inflazione. Sicché acquistare oggi tali strumenti di proteggerebbe integralmente dall’aumento futuro dell’inflazione. Ma se la ripresa economica non avvenisse perderesti il maggior rendimento riconosciuto da strumenti non indicizzati. Oggi è molto difficile intuire i futuri andamenti economici. Semplicemente perchè molto dipende da dinamiche non prettamente economiche bensì di natura politica. La soluzione? Dinanzi ad uno scenario incerto la soluzione potrebbe derivare dall’investire parte del capitale in buoni indicizzati e parte in strumenti non indicizzati con più alto tasso nominale di rendimento e che al contempo siano facilmente “svincolabili”. Nei prossimi giorni approfondiremo proprio una strategia del genere…ti consiglio di leggerti il prossimo articolo…!! vincenzo