Tassazione rendite finanziarie. Il diverso trattamento per gli Etf armonizzati e non armonizzati

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Tassazione rendite finanziarie. La differenza tra gli Etf armonizzati e non armonizzati.

Molti dei nostri clienti chiedono delucidazioni sul trattamento fiscale degli Etf in merito alla differenza tra gli Etf armonizzati e non armonizzati.

Da oggi  voglio che queste conoscenze non siano più un privilegio per pochi. Desidero che anche tu apprenda queste importanti nozioni.

Leggi attentamente questo articolo e ne beneficeranno anche i tuoi investimenti.

Tassazione rendite finanziarie: Che differenza c’è tra gli etf armonizzati e non armonizzati?

Non so quante volte ho sentito pronunciare questa domanda! E sono convinto che anche tu almeno una volta ti sarai chiesto che differenza c’è tra queste due categorie di Etf!

Chiarire il significato di “etf armonizzato” ed “etf non armonizzato” ti è fondamentale per poter comprendere poi il trattamento fiscale previsto per gli etf. La procedura fiscale varia a seconda della categoria di appartenenza dell’etf.

Benchè sulla distinzione tra etf armonizzati e non armonizzati non è sempre facile trovare chiarimenti, per tua fortuna si tratta di un concetto molto semplice, anzi direi banale!

Gli etf armonizzati: rientrano in questa categoria tutti gli etf conformi alle direttive comunitarie.

Gli etf non armonizzati: al contrario rientrano in questa categoria gli etf NON conformi alle direttive comunitarie.

Mi spiace deluderti! ma la misteriosa differenza tra etf armonizzati e non è tutta quì!!

Sono sicuro che a questo punto ti sorgerà spontanea la domanda: “ma come si fa a capire se gli ETF acquistati sono armonizzati o no?”

La risposta a questa domanda senz’altro lecita, è meno immediata della precedente. Hai solo un modo per poter comprendere la natura dell’etf:  leggere il prospetto informativo!

Tuttavia è bene che tu sappia che tutti gli etf attualmente quotati su borsa italiana sono Armonizzati.

Tassazione rendite finanziarie: il diverso trattamento fiscale per gli etf armonizzati e non armonizzati

Se la differenza tra etf armonizzati e non ti è risultata banale lo sarà meno il regime fiscale, la cui comprensione richiede una maggiore attenzione.

Va premesso che dal 1° Aprile dell’anno scorso (2014) il Decreto Legislativo 44/2014 ha modificato iletf3 trattamento fiscale dei proventi derivanti dagli Etf. Tale modifica è stata ben accolta da molti addetti ai lavori, ma anche da investitori privati in quanto ha reso meno complesso il regime fiscale.

In base alle nuove norme sulla tassazione i profitti (capital gain) al pari di come già avveniva per i dividendi derivanti dagli investimenti in Etf sono considerati “redditi di capitale”.

Le perdite (minusvalenze), invece,  costituiscono “redditi diversi”.

Per calcolare l’importo soggetto alla tassazione si guarda solo alla differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo di vendita dell’Etf, indipendentemente quindi dal valore del NAV dell’Etf stesso che non risulta quindi più rilevante ai fini fiscali. In passato invece lo era.

Questa nuova modalità di tassazione se da un lato ha semplificato la procedura di calcolo del reddito da tassare, dall’altro ha fatto venir meno la possibilità di compensare le minusvalenze con le plusvalenze derivanti dalle operazioni di compravendita. In quanto come hai compreso sopra, le plusvalenze con questo nuovo regime producono redditi (di capitale) di diversa natura da quelli prodotti dalle minusvalenze (redditi diversi).

Chiarito questo punto, resta da capire come avviene concretamente il pagamento delle tasse quando abbiamo a che fare con etf armonizzati piuttosto che non:

etf2Per gli Etf armonizzati dal 1 luglio 2014 è prevista una ritenuta del 26% che ti verrà applicata direttamente dall’intermediario (la banca o Sim) a titolo di ritenuta d’imposta e pertanto non dovrai indicarli in dichiarazione dei redditi.

Per gli Etf di diritto estero non armonizzati i proventi da capitale concorrono a formare il tuo reddito imponibile  e sono assoggettati alla tassazione progressiva IRPEF.

Tuttavia l’intermediario ti applicherà ai redditi da capitale una ritenuta a titolo di acconto del 26%, ma tali redditi dovranno essere indicati  in sede di dichiarazione dei redditi e saranno quindi soggetti ad una aliquota marginale sul reddito. 

Come vedi la distinzione tra etf armonizzati e non in ambito fiscale non appare più così banale. Emerge una differenza netta. Talmente importante che voglio sintetizzarti di seguito:

  • Gli etf armonizzati sono sottoposti ad un’aliquota fissa del 26% versata direttamente dall’intermediario.
  • Gli etf non armonizzati devono essere inseriti in dichiarazione dei redditi e pertanto sono sottoposti ad un’aliquota che varia in funzione del livello di reddito complessivo.Fh

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