Fondi comuni d’investimento! Scommetti che neanche questo ti dice il tuo consulente?!

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Caro fondo d’investimento quanto mi costi?!

Nell’articolo pubblicato la settimana scorsa hai appreso l’infinita lista dei costi che gravano sui fondi comuni d’investimento.

Per questioni di chiarezza ho voluto che approfondissi solo la natura dei costi che rientravano nella prima categoria. Adesso, come ti avevo promesso aprirò l’altra “scatola” e tirerò per te fuori tutti i costi in essa presenti!

Dopo aver letto questo articolo i costi che prosciugano come una sanguisuga a digiuno da una settima i tuoi risparmi non saranno più un segreto! 

I costi di gestione possono essere così suddivisi:

  • commissioni di gestione
  •  commissioni di performance
  • commissioni di negoziazione
  • commissioni di amministrazione

Costi di gestione

Tali costi sono applicati sul patrimonio gestito dal fondo ed è calcolata in percentuale con prelievo giornaliero.

È inutile dirti che la commissione riduce il valore del patrimonio netto del fondo, e quindi, pro-quota, anche del tuo capitale investito, poiché una parte è sottratta dalla società di gestione che la trattiene a fronte dei propri costi. Di solito una parte di questi così vengono girati anche alla rete di Promotori finanziari per il lavoro svolto.

Diversi fattori incidono sulla commissione di gestione. Ad esempio sicuramente influenza tale tipologia di costo, come del resto anche per costi di altra genere, la natura del fondo. Tipicamente i fondi azionari prevedono delle commissioni di gestione più alte rispetto a quelli obbligazionari.

Tuttavia non è sempre immediato distinguere i fondi costosi da quelli meno costosi. Ad esempio dei fondi obbligazionari potrebbero presentare dei costi di gestione più alti rispetto ad un fondo azionario.

Ciò potrebbe capitarti ad esempio se investi in fondi di fondi. In questo caso le gestioni patrimoniali addirittura hanno doppie commissioni.

Alla commissione di gestione che potremmo definire di base, si aggiungono commissioni che orientativamente variano tra lo 0,2 e il 2%, e che servono a remunerare il gestore per la sua attività di selezione dei fondi (fund picking).

Se malauguratamente hai investito in fondi di fondi, potresti arrivare a pagare commissioni di gestione che arrivano a costare fino al 4-4,5% annuo.

Il tuo “consulente” non ha nessun motivo a dirti che il fondo che ti propone investe in fondi di fondi.costi L’unico modo per venirne a conoscenza è leggere il foglio informativo che la tua Banca per legge ti ha rilasciato quando hai sottoscritto il fondo, ma che per pigrizia sicuramente non hai letto.

Quindi cosa aspetti, allo a cercare e verifica immediatamente se il vero investimento l’ha fatta la tua Banca.

Le commissioni di performance

Alcuni fondi comuni d’investimento prevedono delle commissioni di performance (sempre!) a favore delle società di gestione, nel caso in cui l’andamento del fondo, entro un arco di tempo di predefinito, sia andato particolarmente bene superando di una certa percentuale (stabilita dal gestore alla data di lancio del fondo) un indice di riferimento (banchmark)

E’ quindi un “regalo” (obbligatorio, nel senso che non hai scelto tu di farlo!) che corrispondi al gestore del fondo per aver ottenuto un risultato particolarmente positivo.

Le modalità di calcolo sono diverse da società a società e spesso non sono così intuibili. Nei casi più semplici è previsto che il fondo trattenga una certa percentuale sulla “super-crescita”registrata rispetto al parametro di riferimento.

Ad esempio il gestore stabilisce che in caso andamento particolarmente positivo tratterà il 50% della “super-performance”. Mettiamo che tu abbia investimento ad esempio, in un fondo azionario italiano, che in un anno cresce del 20%, mentre il benchmark corrispondente, rappresentato dall’FTSE MIB, cresce del 16%.

In questo caso il gestore ha ottenuto una performance superiore al benchmark del 4%. Su questa percentuale si applica la commissione prima descritta del 50%. Il fondo si tratterrà il 2% (4% x 0.50) per aver battuto l’indice, oltre chiaramente a tutti gli altri costi.

Le commissioni di negoziazione

Si tratta di commissioni applicate su tutte le operazioni di compravendita di titoli effettuate dai gestori dei fondi comuni.

Si tratta di spese sostenute dai fondi e quindi indirettamente, pro-quota, anche da te.

In realtà questo tipo di costo è inevitabile e lo pagheresti comunque anche se decidessi di autogestire il tuo portafoglio.

Una differenza però c’è e non è per nulla trascurabile. Spesso i costi di negoziazione vengono pagati a società intermediarie appartenenti allo stesso gruppo.

Questo significa che il gestore potrebbe essere incentivato ad movimentare il portafoglio più del dovuto a beneficio dell’intero gruppo societario.

Senza entrare nel merito, la normativa in passato ha arginato un po’ il problema ma riteniamo che non sia stato ancora del tutto risolto.

Le commissioni di amministrazione

Sono le commissioni pagate dal fondo alla tua Banca per la custodia e l’amministrazione di titoli presenti nel portafoglio.

La tua Banca, infatti, oltre a gestire le operazioni di sottoscrizione e rimborso delle quote, svolge anche attività di controllo sull’attività della società di gestione.

Le commissioni sono calcolate in percentuale, fissa o decrescente, sul valore netto del fondo. Si tratta anche in questo caso di un costo indiretto che come di consueto ti viene addebitato in funzione della quota del fondo detenuta.

Le altre spese

Come se non bastasse possono essere a tuo carico anche altre spese, come di stampa e pubblicazione dei prospetti.

Spesso si tratta di spese fisse da importi non rilevanti. Proprio per questo a pagarne le conseguenze sono gli investitori che detengono “piccole” quote. In questi casi infatti il peso percentuale può non essere trascurabile.

Per fortuna non è detto che sul tuo fondo d’investimento siano presenti tutti i costi che ti ho elencato nei due articoli. Ma questo non ti deve far abbassare la guardia! Commetteresti un grave errore e poi come diceva una vecchia ma non meno attuale pubblicità telefonica

“..perché pagare di più…”

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1 Commento
  1. Andrea dice

    Caro Vincenzo buongiorno,
    prima di tutto grazie per questa serie di articoli che ci mettono in guardia da tutti i salassi del caso. Mamma mia, viene la pelle d’oca a scoprire i costi, occulti e non, di un prodotto. Quasi ci si chiede a che vale risparmiare con grandi sforzi se poi siamo la mucca da mungere a dovere…Sui fondi-trappola ci siamo cascati forse un po’ tutti (me compreso, nel passato) e me ne sono provvidenzialmente allontanato; magari gli indici crescevano, ma le performance del fondo erano al palo. Per fortuna esistono alternative possibili dai costi non così proibitivi.
    Un caro saluto e alla prossima!

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