Fondo Immobiliare Obelisco di Poste Italiane: un Caso di Risparmio Tradito

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Il fondo Obelisco fu venduto nel 2005 attraverso la rete degli sportelli di Poste italiane, con la promessa di un investimento “sicuro”, fatto nel mattone.

A causa della crisi immobiliare e di una politica di gestione poco trasparente, il Fondo ha perso il 99% del proprio valore. Per i risparmiatori diventa difficile recuperare i propri soldi.

La Storia del Fondo Obelisco di Poste Italiane

Era il 2005 quando poste Italiane collocò il Fondo Obelisco, un prodotto specializzato nell’investimento in immobili. Il fondo fece subito presa nella mente e nel cuore degli investitori italiani per due ragioni davvero semplici.

I ricordi dello scoppio della bolla finanziaria erano ancora ben presenti nelle menti dei risparmiatori, molti dei quali avevano giurato a loro stessi (ed alle proprie mogli), “mai più investimenti in borsa”.

L’acquisto di quote di un fondo immobiliare prometteva l’ottenimento di un buon guadagno, di certo superiore a quello dei titoli di stato e delle obbligazioni, senza correre i rischi tipici del mercato azionario.

In secondo luogo gli italiani da sempre amano l’immobile. La percentuale di cittadini proprietaria della casa di abitazione è tra le più alte al mondo. Ci piacciono gli immobili perché li possiamo usare, vedere, toccare, e perché crediamo – erroneamente- che le quotazioni delle case cresceranno con il tempo.

Fatto sta che il fondo raccolse la cifra astronomica di 172 milioni di euro. Le quote furono collocate ad un prezzo di 2.500 € l’una, così da essere alla portata dei piccolo risparmiatore, ma il futuro avrebbe giocato una brutta sorpresa.

  • Nel 2006 la quotazione di Obelisco subì un ribasso importante in borsa
  • nel 2008 la quotazione scende dai 2.500 ai 1.700 € con un ribasso del 32%
  • nel 2015 le quote valevano 650 e con un ribasso del 74%
  • nell’agosto 2018 la quotazione di obelisco si attesta a 41 € con la perdita pressoché integrale del capitale investito.

Cosa Accadrà al Fondo Obelisco?

Il fondo è specializzato in immobili commerciali, la cui locazione ed il relativo valore di mercato fluttuano in maniera piuttosto sensibile, soprattutto se paragonato con gli immobili residenziali.

Poste Italiane si è già trovata nell’occhio del ciclone per colpa di un altro prodotto finanziario “finito male”. Si tratta del InvestReal Security per il quale la società ha promesso un risarcimento in denaro agli ultra 80-enni che avessero conservato l’investimento presso il dossier postale.

Ai risparmiatori privi dei requisiti indicati Poste proponeva una polizza vita “risarcitoria” della durata di 5 anni, venduta con il duplice scopo di fidelizzare i clienti e sottrarre loro altri soldi sotto forma di commissioni.

E’ probabile che anche ai sottoscrittori di Obelisco verrà fatta un’offerta simile.

Perché Si è Arrivati al Disastro?

Il fondo obelisco è fortemente indebitato, oltre i limiti regolamentari. Anche se l’operatività dei fondi immobiliari è parecchio opaca, viene spontaneo porsi una domanda.

Che cosa hanno fatto gli esperti indipendenti che dovevano fare una relazione periodica circa il valore “effettivo” del patrimonio immobiliare del fondo?

I fondi immobiliari sono prodotti quotati in borsa che hanno un valore intrinseco derivante dal portafoglio immobili detenuto. La quotazione è detta prezzo, il valore degli immobili NAV, Net Asset Value.

Sebbene la scarsa liquidità dei fondi abbia fatto sì che la quotazione fosse sempre inferiore al NAV, secondo Norisk ad oggi i due valori coincidono. Come mai gli esperti indipendenti che hanno assistito ad una riduzione costante del NAV non hanno avvertito le autorità di vigilanza competenti?

La cosa triste è che la commissione di gestione, addebitata per tutti questi anni, ha remunerato la società di gestione per il pessimo lavoro svolto nei confronti dei clienti.

Quale Lezione Trarre dal Dissesto del Fondo Immobiliare Obelisco?

E’ ragionevole supporre che la maggioranza dei risparmiatori abbia impiegato nel fondo obelisco la quota minima prevista in fase di collocamento: 2.500 €. Stando così le cose la perdita in assoluto ha un valore modesto, ma assume connotati diversi a seconda dell’importanza che quella cifra ha per il risparmiatore.

Perdere 2.500 € per un piccolo investitore che magari ha 10.000 e di sudati risparmi in tutto e per tutto è drammatico.

La cosa più saggia da fare consiste nel catalogare la perdita come un investimento nella propria formazione personale e fare ammenda per il futuro.

La lezione appresa a caro prezzo si può riassumere in poche righe:

evita di sottoscrivere prodotti finanziari che nel recente passato hanno offerto rendimenti elevati e/o che presentano costi alti. presta attenzione a parole suadenti tipo “è un investimento sicuro”, “ha ottime prospettive”, ecc.

Chi deve vendere dei prodotti finanziari non li confeziona sulla base del rendimento atteso, bensì sulla base della facilità nel collocarli. E poiché gli uffici marketing sanno bene che ad attrarre l’attenzione dei risparmiatori sono quegli investimenti che nel passato hanno reso di più, è bene prestare attenzione.

Fondo Obelisco e la triste storia dell’avv. Nero insegnano.

Laura Desole – Formazionefinanza.com

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