BTP Italia: Cosa Sono, Come Funzionano e Quanto Rendono

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Cos’è il BTP Italia?

Il BTP Italia è un titolo di stato recentemente nuovo, emesso dal Dipartimento del Tesoro (MEF) per raccogliere denaro fresco. Inizialmente pensato per gli investitori “al dettaglio” come le famiglie, esso è piaciuto anche agli “istituzionali” come fondi di investimento, assicurazioni e banche.

Ma il collocamento di novembre 2018 segna il passo, ad indicare che qualcosa sta cambiando.

Come Funzionano i BTP Indicizzati all’Inflazione Italiana

I BTP Italia sono titoli di debito che pagano cedole reali fisse e nominali variabili sulla base del tasso di inflazione italiano. L’obiettivo del titolo è quello di compensare, almeno in parte, la perdita di valore che il risparmio subisce per effetto dell’inflazione.

Per capire come funziona il BTP Italia dobbiamo fare conoscenza della così detta “equazione di Fisher“, che esprime il legare tra il rendimento reale e quello nominale.

Tassi di interesse nominali e reali

Il tasso di interesse reale è la remunerazione che chi presta denaro riceve da chi lo prende a prestito, in assenza di inflazione. Esso è il guadagno vero, spendibile, da parte del risparmiatore.

L’inflazione rappresenta la perdita di valore della moneta derivante dalla crescita dei prezzi.

In una situazione di equilibrio il tasso di interesse nominale sarà pari al tasso reale più il tasso di inflazione.

In questo modo la parte di guadagno corrispondente all’inflazione servirà a mantenere inalterato il potere di acquisto del risparmio, mentre l’interesse reale sarà la remunerazione spendibile.

Facciamo un esempio. Se l’inflazione è al 3% il tuo obiettivo di risparmiatore deve essere quello di ottenere un guadagno superiore a tale soglia, perché il 3% degli “interessi” in realtà servono solo a parare il colpo dell’aumento dei prezzi.

Se il tasso  nominale complessivo è del 5%, il guadagno effettivo sarà pari alla differenza: il 2%.

Secondo l’equazione di Fisher il tasso reale è pari al tasso nominale meno il tasso di inflazione.

I BTP comuni pagano interessi nominali costanti, mentre il rendimento reale varierà a seconda del tasso di inflazione. I BTP Italia pagano interessi reali costanti e nominali variabili a seconda dell’andamento dell’inflazione.

Il Coefficiente di Indicizzazione: Come Avviene il Recupero dell’Inflazione nel BTP Italia

Il tasso di inflazione si misura quantificando le variazioni di un paniere di beni e servizi comprato dalla famiglia italiana media. Esso è noto come FOI, ovvero indice generale dei prezzi di famiglie di impiegati e operai.

Facendo il rapporto tra il costo del paniere ai prezzi correnti e il costo dello stesso ai prezzi del periodo precedente otterremo un coefficiente pari a “uno più qualche cosa”, dove quel “qualcosa” in più esprime il tasso di inflazione.

Un coefficiente di indicizzazione di 1,025 sta ad indicare che l’inflazione è pari allo 0,025 ossia al 2,5%.

Il coefficiente di indicizzazione è il numero che serve a rettificare sia le cedole sia il valore capitale del BTP Italia.

Un Esempio di Funzionamento del BTP Italia

Immagina di avere un BTP Italia il cui tasso annuo cedolare sia del 2%. Ogni cedola avrà quindi l’1% di importo reale pagato, ma a questo occorre aggiungere la rivalutazione della cedola stessa e del capitale per compensare l’effetto dell’inflazione.

Immagina che il tasso annuo di inflazione sia del 3%. Su base semestrale avremo quindi un coefficiente di indicizzazione pari a 1,015 dato da 3% -> 0,03 diviso due perché il tasso deve passare da un valore annuo ad uno semestrale.

Secondo l’equazione di Fisher il tasso nominale deve essere pari al tasso reale moltiplicato per il coefficiente di indicizzazione. Avremo quindi che la cedola nominale sarà pari all’1% per 1,015.

Cedola semestrale del BTP Italia = 1,015%.

Di questo importo l’1% è la remunerazione spendibile, mentre lo 0,15% rappresenta la compensazione per la perdita di acquisto subita dal titolo.

La cedola del BTP Italia, tuttavia, non corrisponde a ciò che riceverai in occasione del pagamento semestrale.

Ad essa va aggiunta anche la rivalutazione del capitale nominale ottenuta applicando a 100 il coefficiente di indicizzazione cui è stato sottratto 1.

Rivalutazione del capitale = 100 x 0,015 = 1,5%

Importo pagato dal BTP Italia = 1,015% + 1,5% = 2,515%

La quotazione del BTP Italia non tiene conto del coefficiente di indicizzazione. Ne consegue che l’importo addebitato sul tuo conto corrente al momento dell’acquisto sarà maggiore di quello che vedi sulla tabella delle quotazioni.

Chiedi alla tua banca di fare una simulazione di acquisto prima di inserire l’ordine, per evitare sorprese dopo.

Quando Conviene Investire nel BTP Italia

L’acquisto del BTP Italia ti permette di mettere al riparo il capitale e gli interessi dall’effetto corrosivo dell’inflazione.

Sebbene la crescita dei prezzi “effettiva” sia maggiore in molti casi da quella catturata dall’indice FOI, riparare il proprio risparmio dal carovita è il primo obiettivo che un risparmiatore deve porsi.

Un aumento dell’inflazione farà crescere la remunerazione complessiva del BTP Italia, mentre una riduzione dell’inflazione la farà scendere.

Poiché il titolo permette di recuperare la perdita di potere di acquisto, una maggiore o minore inflazione provocherà un aumento o una riduzione dell’importo nominale pagato ma non della remunerazione reale del BTP, che resta costante.

Se ti aspetti che nei prossimi anni vi sarà inflazione in crescita, il BTP Italia è una buona opportunità per investire. Ma se credi che ci sarà deflazione, allora sarà meglio che tu scelga i BTP normali.

Essi, infatti, pagano interessi nominali fissi e interessi reali variabili sulla base dell’andamento del tasso di inflazione. Se questo sale l’acquirente dei BTP resta penalizzato, se l’indice dei prezzi scende sarà avvantaggiato.

In questa ipotesi, riducendosi la quota parte che serve a compensare il tasso di inflazione, salirà di conseguenza la quota di interesse reale.

BTP Italia VS BTPi

I BTP Italia non sono l’unico esempio di titolo indicizzato all’inflazione. Esistono anche i BTPi, disponibili dai primi anni 2000, ed indicizzati all’inflazione europea.

Ecco le due differenze principali tra le due tipologie di titolo.

Il diverso coefficiente di indicizzazione:

Mentre i BTP Italia sono legati all’inflazione italiana, i BTPi sono indicizzati a quella europea.

Va da sé che se il carovita dell’Eurozona sarà maggiore di quello italiano i BTPi saranno più profittevoli rispetto ai BTP Italia. In questo caso godrai di un rendimento reale aggiuntivo, perché non tutto il coefficiente usato per rivalutare il BTPI servirà a compensare l’inflazione italiana.

Essendo questa più bassa una parte del coefficiente si trasformerà automaticamente in rendimento.

Vale anche il contrario. Se l’inflazione italiana sarà maggiore di quella europea, il recupero del carovita comporterà l’erosione di una parte dell’interesse reale, posto che il coefficiente da solo non è sufficiente.

La diversa modalità di recupero dell’inflazione:

Il BTPi, a differenza dell’omologo italiano, non paga la rivalutazione del capitale insieme con le cedole. Ad essere pagate ogni sei mesi sono le cedole rivalutate, mentre la rivalutazione del capitale avverrà solo alla scadenza.

Questo comporta un vantaggio e uno svantaggio.

Il vantaggio risiede nel fatto che non puoi “spendere” la rivalutazione del capitale confondendola con l’interesse. In questo modo la protezione del capitale sarà più efficace ed inoltre godrai dell’effetto della capitalizzazione composta del coefficiente.

Lo svantaggio sta nel fatto che le cedole pagata dal BTPi saranno, a parità di tasso di inflazione, inferiori rispetto a quelle corrisposte dal BTP Italia.

Forse proprio conoscendo l’amore del risparmiatore italiano per le cedole, l’ideatore del BTP Italia ha preferito questa forma di remunerazione, che tuttavia gonfia i pagamenti illudendoti che tutti ciò che incassi sia rendimento.

BTP Italia Vs CCT

Ai BTP Italia si aggiunge un altro tipo di titolo indicizzato: i CCT, i Certificati di Credito del Tesoro. La differenza sta nel fatto che questi ultimi hanno una indicizzazione finanziaria, poiché le cedole pagate sono pari al tasso Euribor più uno spread e non sono legate direttamente al tasso di inflazione.

Il meccanismo di indicizzazione, inoltre, fa leva sulla somma e non sulla moltiplicazione. Invece di un coefficiente abbiamo solo un tasso base a cui viene sommato lo spread per ottenere la cedola.

Poiché non esiste nessun legame diretto tra il tasso Euribor e il tasso di crescita dei prezzi, i CCT sono inidonei a proteggere i tuoi soldi dall’inflazione. CCT e BTP Italia vanno visti come soluzioni complementari per l’investimento dei risparmi e non come alternative che si escludono a vicenda.

I Rischi del BTP Italia

Investire nel BTP Italia comporta due tipi diversi di rischio. Essendo parte integrante dell’immenso debito pubblico italiano, anche i BTP indicizzati sono soggetti allo stesso rischio emittente.

Esiste, infatti, la seppur remota possibilità che i titoli non vengano più rimborsati completamente alla scadenza, se lo Stato non avrà i mezzi per farlo.

Il secondo rischio attiene all’oscillazione di prezzo del titolo durante la sua vita. Tali oscillazioni potranno essere più violente di quelle di un BTP standard di pari durata, poiché esse vengono inquinate e talvolta amplificate dall’indicizzazione.

Laura Desole

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