Conti e rapporti dormienti: i conti dormono ma tu svegliati prima che perda tutto!

Conti e rapporti dormienti: un argomento che andava di moda un anno fa. Adesso sembra essere caduto nel dimenticatoio, ma il pericolo e sempre in agguato! Scopri se puoi salvare ancora i tuoi risparmi!

dormireConti correnti, libretti di risparmio, polizze vita, buoni fruttiferi postali, ecc. ecc.  di certo non possono essere considerati un investimenti speculativi eppure potresti perdere tutto se vengono etichettati come conti o rapporti dormienti!
Si è proprio così!

Cosa sono i conti dormienti?

In base alla normativa che l’ha ideato un conto o più in generale un rapporto dormiente è qualsiasi conto corrente o libretto di deposito/risparmio o strumento finanziario gestito (assicurazioni sulla vita, fondi comuni ecc ecc.) che:

  • Abbia una giacenza superiore ai 100 euro
  • Non sia stato movimentato negli ultimi 10 anni.

Come scoprire se hai un conto dormiente?

Poste italiane ha realizzato un elenco che si aggiorna periodicamente di tutti i libretti attualmente ritenuti dormienti. A tal proposito puoi consultare il questo sito.
Per gli altri prodotti postali devi rivolgerti direttamente al tuo ufficio postale.
Purtroppo Poste Italiane non è obbligata ad inviarti a casa una raccomandata che faccia da “promemoria” e che ti inviti a presentarti presso la sede del tuo ufficio postale.
Discorso diverso per gli intermediari finanziari, come le banche, che hanno invece l’obbligo di informarti per mezzo di una raccomandata. Chiaramente se pensi di avere un rapporto dormiente fatti un giro in banca e accertati dell’esistenza in modo da valutare con calma e senza ansia le possibili soluzioni da adottare!

Cosa succede ai conti dormienti?

Se entro 180 giorni dal recapito dell’avviso della titolarità di un conto o rapporto dormiente la banca non riceve risposta gli stessi vengono “girati” ad un Fondo pubblico istituito dal Ministero delle Economie e delle Finanze. Ti ricordo che la Posta non ha obblighi di avviso per cui trascorsi i fatidici 10 anni le somme saranno automaticamente trasferite al fondo.
I tuoi risparmi serviranno a risarcire i risparmiatori vittime di frodi finanziarie!
Bella come iniziativa! Peccato però che il tutto avvenga sempre con i soldi dei poveri cittadini!

Ecco i conti e rapporti dormienti trasferiti al Fondo che possono essere ancora recuperati!

Se vieni a sapere solo dopo il trasferimento dei tuoi risparmi al Fondo che eri titolare di un conto dormiente significa che ilrecuoero
conto dormiva ma tu eri in letargo! Ma non di sperarti perché anche i bradipi posso fare ancora qualcosa prima di diventare ignari benefattori!
Può richiedere il rimborso se rispetti una di queste condizioni:

  • i titolari dei rapporti dormienti di cui all’art. 2 del DPR 22 giugno 2007, n. 116, (depositi di somme di denaro e depositi di strumenti finanziari) e i loro aventi causa (es. eredi);
  • gli ordinanti degli assegni circolari di cui all’art. 1, comma 345-ter della Legge 23.12.2005, n. 266 e i loro aventi causa entro dieci anni dalla data di emissione del titolo.

Non è previsto il rimborso se invece rientri in una di queste casistiche:

  • ai beneficiari degli importi relativi ai contratti di assicurazione sulla vita (polizze vita);
  • ai beneficiari dei buoni fruttiferi postali non riscossi entro il termine di prescrizione decennale;
  • ai beneficiari degli assegni circolari, una volta decorso il termine di prescrizione triennale di cui all’art. 84, comma 2 del Regio Decreto 21.12.1933, n. 1736;
  • agli ordinanti degli assegni circolari, una volta decorso il termine di prescrizione decennale dalla data di emissione del titolo di cui all’art. 2946 c.c..

La richiesta di rimborso deve avvenire per mezzo raccomandata da spedire a CONSAP S.p.a. Per ulteriori approfondimenti ti segnalo il link della società. Dovrei troverai tra l’altro la procedura che dovrai seguire per ogni tipologia di strumento sottoscritto. Sullo stesso sito trovi anche le novità  normative introdotte per le polizze dormienti. Da di questo ne parleremo in un successivo articolo.

a presto,

Vincenzo Migliaccio

…il sapere crea valore…

 

Deducibilità della pensione integrativa: tutto quello che devi sapere per sfruttarla al meglio!

La deducibilità della pensione integrativa è uno dei vantaggi fiscali (per quanto tempo ancora?) che puoi sfruttare in sede di dichiarazione dei redditi. Impara come farlo finché puoi!

730Come promesso in questo articolo ti parlerò dei benefici fiscali che puoi avere se hai sottoscritto un una pensione integrativa.
Prima di arrivare alla parte “operativa”, dedicata alla deducibilità, è necessario soffermarti qualche minuto sulla “teoria” che ti permetterà di comprendere importanti differenze e capire quindi in quale caso rientri.
Ti chiedo un favore personale: leggi l’articolo fino alla fine. Due minuti in più alla lettura di questo articolo potrebbero cambiare le sorti dei suoi risparmi!

Le varie forme della pensione integrativa

La pensione integrativa può essere realizzata sottoscrivendo:

  • Fondo pensione Aperto (conosciuto anche come FIP aperto)
  • Fondo pensione Chiuso (conosciuto anche come FIP chiuso)
  • Piani individuali pensionistici (conosciuti anche come PIP)

I fondi pensione aperti sono realizzati e promossi da istituti bancari, compagnie assicurative, o società o gestione del risparmio. Data la loro natura possono essere sottoscritti da chiunque.
I fondi pensione chiusi invece sono frutto di accordi fra imprenditori e sindacati. Questa forma di pensione integrativa risulta infatti destinata ai dipendenti appartenenti a determinate categoria. Ad esempio i metalmeccanici possono aderire al fondo Cometa. Oppure il fondo Sanità per gli esercenti professioni sanitarie.
L’ultima forma di pensione integrativa è rappresentata dai Piani individuali pensionistici (PIP) cui è possibile prendere parte per mezzo della sottoscrizione di un’assicurazione sulla vita.
Stai attento a non confondere i PIP con le polizze vita trattate nell’articolo precedente. Sebbene possano avere una struttura simile, sono prodotti destinati a diverse finalità e soprattutto il trattamento fiscale previsto e totalmente differente.

I vantaggi fiscali della pensione integrativa: la deducibilità

Indipendentemente dalla forma scelta, quando si sottoscrive una pensione integrativa si ha diritto alla deducibilità fiscale taxdei premi versati per un importo non superiore ai 5164,57 euro annui.
Questo significa che i premi pagati per sottoscrivere una pensione integrativa ti permettono di abbattere la base imponibile, ovvero l’importo sul quale verrà applicata l’aliquota marginale IRPEF a seconda dello scaglione di appartenenza!
Difficile?! Assolutamente no!
Guarda questo esempio:
Supponiamo che guadagni 24.000 euro all’anno. Ai fini Irpef rientri nel secondo scaglione. L’aliquota applicata è quindi del 27%.
Verserai allo Stato 6.480 euro all’anno di tasse.
Cosa cambia se hai versato premi per una pensione integrativa pari a 3.500 euro annui?
Tale importo va ad abbassare la base imponibile, per cui l’aliquota sarà calcolata su 24.000 -3.500 = 20.500.
Quindi verserai allo Stato 5.535 euro. Hai avuto in risparmio di 945 euro!
Tieni presente che nel calcolo del limite massimo della detraibilità:

  • sono conteggiati anche i contributi versati dal datore di lavoro
  • è esclusa la quota TFR che viene destinata al fondo. Il TFR non è deducibile

Ricordati quindi che la deducibilità è un concetto diverso dalla detraibilità e che la prima opera peri fondi pensione come appena visto, la seconda per le polizze vita delle sue diverse forme.

Deducibilità pensione integrativa: stai attento!

Prima di lasciarti voglio che tu abbia chiaro che l’intento di quest’articolo è limitato esclusivamente a farti comprendere come comportarti in fase di dichiarazione dei redditi.
Nessun riferimento è stato fatto alla convenienza o meno di sottoscrivere un tale prodotto. In merito abbiamo pubblicato già diversi articoli e sicuramente in futuro faremo ulteriori analisi.
Ora voglio solo dirti che la deducibilità della pensione integrativa non deve essere l’aspetto principale, né quello più importante per valutare la convenienza di questi prodotti.
Nel tempo questi vantaggi possono essere modificati dalla legge di stabilità, come per altro già avvenuto per la detraibilità delle polizze vita!
Stai attento quindi a non farti ammaliare dalla tua banca o promotore! Saranno bravissimi ad elogiare i vantaggi fiscali, ma non ti diranno mai che questi possono venir meno!
A presto,
Vincenzo Migliaccio

Detrazioni Polizze vita 2016: Facciamo chiarezza!

Le detrazioni polizze vita 2016: un argomento molto gettonato in questo periodo ma pochi sono i siti che forniscono informazioni corrette e soprattutto chiare! Noi abbiamo provato a farlo!

premi assicurativiÈ tempo di dichiarazione dei redditi e come giusto che sia, complici anche gli alti livelli della tassazione e la crisi economica ancora in atto, ognuno cerca di “donare” allo Stato quanto meno possibile!!

Un modo sicuramente valido è sfruttare il meccanismo delle detrazione fiscali.
Le detrazioni fiscali infatti ti consento di ridurre le tasse che devi pagare!! Tra le varie cose che lo Stato di permette di portare a detrazione vi sono anche le polizze vita, le polizze sugli infortuni e le polizze stipulate per rischio di non autosufficienza!
Gli importi che è possibile detrarre cambiano in funzione della natura della polizza, ma non solo. Il trattamento fiscale cambia anche in funzione del periodo di sottoscrizione della polizza. Sotto questo aspetto è necessario distinguere quelle stipulate o rinnovate fino al 31 dicembre 2000 da quelle poste in essere dal 1 gennaio 2001.
Procediamo con ordine!

Le Detrazioni polizze vita 2016 per contratti posti in essere dal 2001 in poi

Per quanto riguarda la detraibilità sulle polizze dal 2001 bisogna distinguere le assicurazioni aventi per oggetto:

a) il rischio di morte

b)di invalidità permanente superiore al 5 per cento (da qualunque causa derivante)

c) il rischio di non autosufficienza nel compimento degli atti di vita quotidiana.

Per quanto riguarda le prime due categorie l’importo massimo sul quale può essere calcolata la detrazione è di 530 euro.po L’aliquota detraibile su tale importo è del 19%. Questo significa che su un premio versato di 530 euro paghi meno tasse per circa 100 euro.
Se quindi versi in premio annuo complessivo superiore a 530 euro la quota massima detraibile sarà sempre 100 euro! Le cose andavano un pochino meglio qualche anno fa quando l’importo massimo su cui potevi calcolare la detrazione era praticamente il doppio di quello attuale: 1.129,14 euro.
Nella prima categoria rientrano anche le polizze vita di tipo “misto” oggi (purtroppo) molto diffuse. In questo caso è detraibile solo la quota parte di premio riferibile al rischio morte. Non puoi quindi calcolare la detrazione sull’intero importo del premio versato! Spesso capita che qualche compagnia assicurativa non distingua chiaramente la quota destinata alla copertura del rischio morte da quella utilizzata ai fini d’investimento per cui la polizza risulta indetraibile! Bella fregatura,  vero?!

Stesso discorso vale per le polizze più complesse come le rivalutabili, index e unit linked, capitalizzazioni ecc. ecc.

Per quando riguarda la terza ed ultima categoria invece l’importo su cui puoi applicare la detrazione d’imposta del 19% è pari a 1.120,14 euro. Ovvero il “vecchio” importo previsto in passato anche per altre due categorie di polizze. A conti fatti se stipuli questo tipo di polizza puoi portare a detrazione massimo 214,53 euro! Stai attento però perché in quest’ultimo caso la detrazione è possibile solo se l’impresa assicuratrice non può recedere dal contratto.

Scopriamo ora cosa succede per le polizze stipulate prima dell’2001!

Le Detrazioni polizze vita 2016 per contratti posti in essere prima del 2001

Per i contratti stipulati o rinnovati fino al 31 dicembre 2000, sono detraibili i premi per le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, anche se versati all’estero o a compagnie estere. Non sono detraibili le polizze che coprono il rischio della non autosufficienza.
Perché tu possa portarlo a detrazione è necessario che il contratto abbia:

  • durata non inferiore a cinque anni
  • non consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima

Chiaramente se la polizza oggi è ancora esistente i due requisiti di cui sopra sono rispettati! Anche in questo caso l’importo massimo su cui calcolare la detrazione d’imposta è 530 euro! 

Le Detrazioni polizze vita 2016: ecco dove inserirle

Se fai il 730 precompilato allora verifica che nelle SEZIONE I nelle righe dalle E8 alla E12 siano presenti gli730 importi dei premi pagati.

Se non sono stati messi allora provvedi a farlo tu inserendo il codice 36 per le tipologie di polizze a) e b) e per le polizze sottoscritte prima del 2001. Per le polizze c) utilizza il codice  37.

Se invece ti affidi al tuo commercialista che provvederà a compilarti il modello Unico, verifica che gli importi sono stati caricati correttamente. In questo caso le righe interessate vanno dalla RP8 alla RP14. I codici da utilizzare sono sempre gli stessi.

Nel prossimo articolo ti parlerò della deducibilità dei fondi pensione!
A presto,
Vincenzo Migliaccio

…il sapere crea valore…

Buoni fruttiferi postali 2016: lo hai notato anche tu?!

I buoni fruttiferi postali 2016 vivono una fase tumultuosa. È ora di fare chiarezza!

bfp2I buoni fruttiferi postali sono una forma di investimento molto in voga tra gli Italiani. Alzi la mano chi non ha mai investito un solo euro nei buoni fruttiferi!
Anche i nostri nonni che indubbiamente non erano esperti di finanza (almeno i miei!) avevano investito parte dei loro risparmi, frutto di anni di sacrificio, in questi fantastici prodotti!
Non voglio esaminare le caratteristiche dei buoni fruttiferi postali. Se sei un assiduo frequentatore di questo blog sai che ne abbiamo parlato in passato in diversi articoli.
Oggi invece voglio capire con te il motivo della sospensione di quasi tutta la gamma dei buoni fruttiferi postali sottoscrivibili! Continua a leggere

Collocamento nona emissione BTP Italia 2016 : Ti conviene sottoscriverli?

Partecipare al collocamento dei btp Italia 2016 è un’opportunità?

btp italiaDa ieri 4 Aprile 2016 fino a domani 6 Aprile, salvo chiusura anticipata, sono in collocamento i Btp Italia 2016. Sicuramente ti sarai chiedendo se conviene sottoscriverli. Scopriamolo insieme!  Continua a leggere

Tutto quello che devi sapere sui Bot con rendimento negativo!

Finalmente una “guida” per comprendere ciò che si “nasconde” dietro i rendimenti negativi dei bot!

botIl 29 Marzo 2016 sono stati collocati sul mercato tutti i bot semestrali offerti dal ministero dell’economia e delle finanze per un ammontare complessivo di circa 6 miliardi di euro!
La domanda è stata decisamente superiore all’offerta!  Si stima che siano arrivate richieste pari a circa 10 miliardi di euro! L’eccesso di richieste ha avuto come naturale conseguenza la determinazione in fase d’asta di un rendimento lordo negativo pari a -0,05%. Continua a leggere

Webank è sicura, solida e affidabile? Scoprilo con la nostra recensione e opinioni su Webank!

Finalmente una recensione completa sulla solidità, affidabilità e sicurezza di Webank!

w.Nel precedente articolo hai scoperto i vantaggi che puoi ottenere sottoscrivendo un conto corrente Webank e le offerte che tale banca ha pensato per te in questo periodo. Se non lo hai ancora letto ti consiglio di dare uno sguardo. Ti assicuro che troverai importanti spunti di riflessione!
L’apertura di un conto corrente piuttosto che l’adesione ad una offerta bancaria da oggi se non vuoi rischiare di perdere il tuo capitale non può avvenire senza aver prima misurato il grado di affidabilità della banca. È necessario quindi che sia in grado di misurare e comprendere il grado di rischio del tuo Istituto bancario. Continua a leggere

Conto corrente Webank e le offerte che non passano inosservate!

Scopri le nostre opinioni e recensioni sul Conto corrente Webank

weSe sei alla ricerca di un conto corrente a buon mercato o di qualche offerta allettante, Webank sicuramente ha attirato la tua attenzione!

È una banca che da un po’ di tempo a questa parte sta lanciando una serie offerte molto apprezzate dagli investitori.

Tu che sei un investitore attento e se segui questo blog da un po’ di tempo, hai fin troppo chiaro che prima di cedere alle tentazioni devi sempre conoscere a fono ciò che ti propongono!

Le banche sono diventate maestre di marketing e sono bravissime a farti apparire tutto “rosa e fiori”. Continua a leggere

Widiba: finalmente tutto quello che devi sapere!

Widiba: una banca  che nel tempo con marketing e promozioni ha attirato la tua attenzione. Scopri se questa banca fa per te!

w.1Widiba è una banca che ha fatto la sua comparsa sul mercato da tempi relativamente recenti.
È una banca “moderna” che cerca di avere un rapporto diretto con te attraverso internet. Non prevede filiali e quindi nessuna perdita di tempo per lunghe code allo sportello!
È una banca che indubbiamente ha attirato molta attenzione, e se stai leggendo questo articolo, direi anche la tua, grazie ad una originale campagna di marketing che pubblicizzava una banca alla “rovescia”.

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Widiba: cosa si nasconde(va) dietro il rendimento promozionale?

Widiba conto corrente o conto deposito?

w1La prima cosa che deve esserti chiara è che Widiba non è un conto deposito ma un conto corrente remunerativo.
Benchè siano due strumenti diversi se sei esclusivamente interessato ai rendimenti la cosa cambia poco per te! Continua a leggere